Fibromialgia: poco conosciuta, ma reale
La fibromialgia, o sindrome fibromialgica, colpisce prevalentemente le donne (con un rapporto stimato di circa 9:1 rispetto agli uomini), soprattutto tra i 30 e i 60 anni.
Le cause non sono ancora completamente chiarite. Si ritiene che sia legata a un’alterazione dei meccanismi di elaborazione del dolore a livello del sistema nervoso centrale. In alcuni casi, l’esordio può essere preceduto da:
-
Forte stress emotivo o fisico
-
Traumi
-
Infezioni virali (come il virus di Epstein-Barr)
-
Eventi particolarmente stressanti
La fibromialgia è stata riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1992. In Italia, tuttavia, la sua inclusione nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) è oggetto di dibattito e valutazioni legislative, e rappresenta una delle principali richieste delle associazioni dei pazienti.
Quali sono i sintomi?
I sintomi principali della fibromialgia includono:
-
Dolore muscolo-scheletrico diffuso e persistente
-
Rigidità articolare, soprattutto al risveglio
-
Astenia (stanchezza intensa), anche dopo il riposo
-
Disturbi del sonno
-
Disturbi cognitivi, spesso definiti “fibro-fog” o nebbia mentale (difficoltà di concentrazione, vuoti di memoria, confusione)
La sintomatologia può variare molto da persona a persona ed essere più o meno invalidante. Spesso si associano anche:
-
Ansia
-
Disturbi dell’umore
-
Cefalea
-
Disturbi gastrointestinali
È importante sottolineare che la fibromialgia non è una malattia psicosomatica né la semplice conseguenza della depressione. Al contrario, il dolore cronico e la difficoltà nel ricevere una diagnosi possono generare stress emotivo e, in alcuni casi, favorire lo sviluppo di sintomi depressivi.
Perché la diagnosi è complessa?
La diagnosi della fibromialgia è clinica, poiché non esistono esami specifici che la confermino in modo definitivo.
Il medico specialista (solitamente un reumatologo o, in alcuni casi, un neurologo) formula la diagnosi attraverso:
-
Un’accurata anamnesi
-
La valutazione dei sintomi riferiti dal paziente
-
L’esclusione di altre patologie che potrebbero causare sintomi simili
In passato si faceva riferimento alla presenza di almeno 11 “tender points” su 18 punti specifici del corpo, dolorosi alla pressione. Oggi i criteri diagnostici si basano maggiormente sulla diffusione del dolore e sulla presenza di sintomi associati, senza richiedere obbligatoriamente la valutazione dei tender points.
Il vissuto del paziente
Uno degli aspetti più difficili della fibromialgia è proprio la sua invisibilità. L’assenza di alterazioni evidenti agli esami può portare il paziente a sentirsi non creduto o poco compreso.
Il lungo iter diagnostico e la complessità dei sintomi possono generare frustrazione e senso di isolamento. Per questo motivo, oltre al trattamento medico, è fondamentale un approccio multidisciplinare che includa:
-
Educazione alla malattia
-
Attività fisica adattata
-
Supporto psicologico quando necessario
-
Strategie di gestione del dolore